Via delle streghe – Marilù Oliva

di LUCIANO SARTIRANA

In una viuzza nel centro di Bologna, quattro vicine di casa si ritrovano ogni tanto come si fa tra amiche, per uno spuntino dolce, un sorso leggero e molte chiacchiere.

Magalie insegna Storia medievale all’università, conosce bene ciò che sono stati i processi e la persecuzione delle “streghe” all’epoca e ha un passato molto tormentato.  Zulmira è la più anziana, è sui settanta e si è sempre interessata di simbolismi esoterici, rituali, arti divinatorie e pozioni.
Iside vive su una sedia a rotelle ed è un’informatica; di più: una hacker micidiale e inesorabile in grado di trovare chiunque e qualsiasi cosa su web e deep web.
Serena ha trent’anni, ha una grande passione per il kung fu, sta con un poliziotto; sua sorella minore è stata uccisa dal fidanzato, che poi al processo l’ha fatta franca.

Partendo dal dolore di Serena per la sorte di sua sorella, le loro serate diventano piani di vendetta per femminicidi efferati i cui autori sono sfuggiti alla giustizia in un modo o nell’altro. Le rispettive competenze e attitudini si fondono in un’unica determinazione: una moderna e letale “magia nera” che arriva a chi deve arrivare. Avviene attraverso le procedure interne al gruppo, una preparazione attenta e minuziosa dei colpi, un fascinoso incontrarsi di razionalità, superstizione, scienza, mito.

Con il rischio del colpo di coda dello scorpione…

Andare oltre nella trama, accennando anche solo vagamente a ciò che accade non sarebbe cortese, perché una suspense di ottimo livello accompagna le azioni delle quattro, la loro determinazione e l’imprevedibile dispiegamento dei loro saperi, i sotterfugi geniali, il coinvolgimento più o meno consapevole di altri, i precisi momenti della “giustizia nera” a vendicanza delle donne uccise. E si va lontano, molto lontano… una storia cupa quanto elettrica.

E anche una storia di profondità, di domande grandi… come può vivere una donna in una società come quella di oggi (che, peraltro, non esiste da oggi)? Come difendersi insieme? Uccidere, chi può farlo? E puoi farlo, come e da quando, può persino diventare parte della tua vita? Giustizia, arbitrio, mali estremi e quindi estremi rimedi? Come far vincere il bene?

Insieme al flusso degli eventi e alle questioni che ne sono satellite, un bel motivo di interesse è dato dalle stesse quattro. Già la breve descrizione di poche righe fa non le colloca fra le persone comuni, e saperle insieme mette inquietudine e curiosità. Ciascuna è poi seguita, raccontata, osservata nell’intimo e nel singolo percorso di vita. Il tempo accumulato su ognuna, l’accelerazione che insieme ne danno, la forza e le fragilità, un’evoluzione interiore sempre più tellurica e lanciata nel vuoto, il conto che la vita presenta loro… sono donne immense e piene di contrasti, Iside, Magalie, Zulmira e Serena: le conosciamo pagina dopo pagina, ce ne affezioniamo. Basterebbe la narrazione anche solo su una per creare una tesissima atmosfera esistenziale.

L’auto di Thelma e Louise a quattro posti e il medesimo precipizio davanti. Pur se nel centro di Bologna, dove sappiamo che non si perde neanche un bambino. Figuriamoci gli assassini di ragazze.

Negli ultimi anni Marilù Oliva ci ha portati al cospetto di grandi figure mitologiche femminili: Didone, Penelope, Circe, Calipso, Nausicaa grazie a uno stile efficace quanto dotato di aura antica. Oggi ritorna a Bologna e di nuovo la si legge con piacere autentico, le sue frasi volano.
Pensieri forti, psicologie spettacolari, thriller puro.

Cinque donne – Iside, Magalie, Marilù, Serena, Zulmira – ti aspettano.
Si spera, non sotto casa tua.