

di LUCIANO SARTIRANA
I Falck sono una potente famiglia norvegese di armatori e grandi investitori, e a loro fa capo anche la Fondazione Saga, che conserva gli archivi storici del paese. Il vecchio patriarca Olav Falck muore nuotando nel mare ghiacciato in pieno inverno (si usa, da quelle parti) e si apre la lotta per la successione fra la figlia Sasha e suo cugino Hans, del ramo di Bergen. In realtà Sasha parte già perdente ed è sfrattata dalla casa avita, ma non si perde d’animo: per riconquistare la maggioranza delle azioni, cerca aiuto nella cugina Connie, detentrice di una grossa concessione mineraria nelle Svalbard. Una ricchezza potenziale però da tempo nelle mire della Russia di Putin nel nuovo campo geopolitico dell’Artico navigabile.
La lotta per le azioni Falck non è però solo una saga familiare. Vi si intreccia la morte per avvelenamento di un colonnello russo, che aveva rivelato l’esistenza di una talpa a favore di Mosca all’interno della Fondazione. Fino a fatti lontani ma di portata tuttora viva… come i tanti pescatori norvegesi fra Nordkapp e Svalbard, morti di tumore a causa delle radiazioni emesse dai radar installati sulle loro navi a loro insaputa, da Cia e servizi segreti di Oslo, per spiare l’Urss negli anni ’50 e ‘60. Oppure la dura vicenda umana dietro la nascita in Norvegia e la fuga clandestina in Svezia di una ragazza povera e della sua bimba (Anni-Frid Lyngstad, la bimba, poi voce castana degli Abba). Fino alle responsabilità occidentali per i massacri nei campi palestinesi di Sabra e Chatila nel 1982… Hans Falck, all’epoca medico volontario, era riuscito a salvare un neonato.
Uno stile molto diretto, preciso, capace di toccare per la profondità e l’energia psicologica di personaggi affascinanti al pari della suspense da thriller spionistico contemporaneo. La conoscenza della situazione attuale dell’area e quanto vi è connesso è notevole: il disastro climatico, i conflitti sottotraccia per le risorse, il confronto militare e industriale nell’estremo settentrione del mondo, i legami politici sottintesi, il modus operandi di agenti e servizi segreti dell’oggi. Tra l’altro: l’autore Aslak Nore non è il primo che passa, perché ha fatto parte dei reparti speciali norvegesi in Bosnia ed è stato in Iraq e in Afghanistan come giornalista sotto copertura.
Insomma: situazioni calde dove fa molto freddo, emozioni forti, amori proibiti e lotte per il potere, doppio gioco, incontri casuali quanto devastanti, rivelazioni che mai immagineresti… come per quel neonato scampato a falangisti e israeliani.
E ti immagini sulla tolda di un rompighiaccio norvegese diretto a Longyearbyen, capitale delle Svalbard, con Hans e Sasha e tutti gli altri del mucchio. Un cielo enorme e tetro sopra di te, la gelida e sferzante tempesta di neve intorno a te, iceberg che incombono, il rumore del ghiaccio che si spacca e della nave che ruggisce.
Fino al limite: poche miglia e sei al confine marino con l’Artico russo…
L’ho letto con piacere. L’ho sognato di notte. Sì, ero lì sulla nave a -30.