Si può insegnare Scrittura creativa?

di CLARISSA LICHTBLAU

Molti che amano scrivere, al sentir parlare di un corso di Scrittura creativa, vedono materializzarsi il profilo della signorina Rottenmeier, che abbiamo voluto rievocare qui a fianco. Temono che i suoi decisi e inflessibili precetti li blocchi nella creatività, ingabbi la loro ispirazione… oltre che essere trattati a würstel in faccia.

È questo che succede?

Soprattutto: si può insegnare a scrivere testi letterari, per loro essenza creativi e originali?
Il discorso è lungo e oggi lo apriamo soltanto.
La prendo larga. Chi arriva a pensare se iscriversi a un corso di Scrittura creativa ha già con sé una sensibilità, un’osservazione del mondo, motivazioni personali allo scrivere e un personale patrimonio di letture. Di solito ha già scritto cose.

Cosa mai dovrebbe apprendere?

Vi riporto un episodio di quando avevo iniziato a insegnare lingua e letteratura tedesca in un liceo dello Schleswig. Una mia alunna sedicenne, di nome Ulrike, scriveva cose già belle che avevano una caratteristica davvero unica: ogni suo racconto prendeva spunto o ci metteva comunque dentro la parola Schatten, ombra. Scrivendo, Ulrike era bravissima a sperimentare ogni significato concreto o simbolico di questo termine, fino ad arrivare a risultati affascinanti. Il problema era che le sue compagne di classe, pur apprezzandola, trovavano ormai prevedibili i suoi testi. Ulrike Schatten era il suo soprannome.

Ciò che le proposi fu semplice, ma lei lo trovò entusiasmante: scrivi pure partendo o avendo in mente den Schatten, ma senza nominarla mai, lasciando che le tue lettrici si addentrino in ciò che tu hai mimetizzato loro.
Così fece. All’oggi ha pubblicato due romanzi con una casa editrice di Amburgo, che hanno avuto un loro successo, e sta completando il terzo.

Posso dire di avere insegnato qualcosa a Ulrike?

Potremmo disquisire a lungo cosa significhi insegnare… di certo, non ho portato nozioni in più nella sua testa. Ma di certo – e con il massimo della modestia – posso dire di avere svelato possibilità finora inesplorate nell’orizzonte creativo di questa vivace sedicenne.

Qualcuno si sente comunque addosso gli occhi minacciosi della signorina Rottenmeier?
Continueremo il discorso, oggi l’abbiamo appunto solo aperto. Bis bald!