Scritture – Poesie per Giulia

LUCIANO SARTIRANA

Con Poesie per Giulia (Eretica Edizioni) – scritte dal 2012 al 2023 – Arianna Lovera ci racconta del cammino a fianco di sua sorella Giulia e del suo disagio mentale. Un argomento e un’esperienza molto intimi. Un libro sincero e molto coraggioso nel parlarne.

Arianna interroga l’istante di continuo, vi incontra oggetti, sensazioni, occupazioni, domande, giornate. Si attende sempre che siano gli stessi di Giulia. 

Parlare con sua sorella, scrutare i suoi occhi per cogliere un dialogo possibile… la speranza c’è sempre: Giulia dimmi, racconta, cerca qualche parola che sia la stessa e che io possa ascoltare. Un dialogo che non si interrompe mai nonostante tutto e nonostante la vita presenti nel frattempo le sue incombenze, le sue scocciature, i suoi intoppi. Magari ci fossero solo quelli.

La guarda e le parla nonostante sappia che molte parole restano sospese in mezzo, che Giulia ne afferra altre senza che Arianna sappia quali siano.

Molti di noi sceglierebbero il silenzio. Quali parole trovare? Che non siano scontate o banali e soprattutto di circostanza. Che guardino il dolore negli occhi. Che riconoscano il limite dell’affetto anche se è grande.
E, se le parole ci provano ma non ci riescono, a essere vicino all’animo di Giulia, quel suo punto profondo e acuto, torniamo agli istanti, è tutto racchiuso in essi.

Quando ci siamo accorti?
Quando non ce ne siamo accorti?
Potevamo esserci?
Quella volta che è stato chiaro che fuori le cose non si capiscono.
O quando hai detto cose che ti avevano detto di non dire.
Quanti anni sono?
C’è stato, un giorno che…?
Magari non è andata così e ci stiamo sbagliando.
Nulla ha più solidità, di tutto ci si chiede. Possibile?
Per quanto ancora?
Quasi a ogni poesia ci si pone le stesse domande di Arianna. Con le risposte appena abbozzate di Arianna, le uniche possibili.
Non ce n’è in Giulia, di risposte. A malapena in Arianna, che su ogni cosa deve interrogare anche se stessa, l’aria in casa e il passato.

Sono domande che, magari, ci si fa in tanti nella vita: relazioni difficili e che paiono non avere risposta, la difficoltà di avere vicinanza con le persone più prossime, la propria stessa famiglia. Situazioni dove le parole possono latitare e resta l’impotenza attonita. Arianna ci offre parole per dirle, queste cose difficili.

Dal punto di vista dello stile – a fianco della vastità toccante dei contenuti – parliamo di testi di un’originalità molto personale e di libertà nella forma. Uno stile unico, capace di accostare sconcerto e dolore ai momenti, agli oggetti, ai piccoli riti della vita quotidiana e sociale. Ogni verbo, ogni aggettivo è di uso comune ma mostra il grande carico di significato che ha il linguaggio, a esserne attenti. Niente di sperimentale o di artatamente criptico, nello scrivere di Arianna Lovera… tutto è riposto nel guardare in faccia le cose, le persone, nella durezza di ciò che è. E c’è comunque consolazione nel sapere, da lei, che le parole ci sono.

Giulia ha posto fine a sé il 5 luglio 2021.
Le parole di Arianna per cercare di accedere a lei, esserle affettuosa vicina e utile sono continuate.
Le ascoltiamo, dobbiamo, grazie a un libro davvero prezioso.

Arianna Lovera vive e lavora a Milano. Sin dall’infanzia la poesia è parte della sua vita.  Poesie per Giulia è la sua prima pubblicazione, dedicata alla sorella.

I proventi di questo libro sono devoluti all’associazione SOPROXI, che fornisce supporto alle persone che hanno vissuto il trauma e soffrono per il suicidio di un loro caro, amico o conoscente.

Non ti preoccupare (9 gennaio 2014)

Non ti preoccupare, beh, ma scusa, ti sembra, non ti preoccupare ti dico, sì, ma come faccio, vorrai mica negare, ma sì, è vero, però bisogna avere pazienza, e non bisogna preoccuparsi, sì, ma come faccio, mi sembra impossibile, e invece bisogna avere pazienza, altrimenti qui non ne usciamo, sì, ma io sono stanca, sono stufa, e mi fa pure incazzare, ecco, mi fa incazzare, come scusa incazzare, come puoi, beh, sì, mi fa incazzare, perché quanti anni sono, quanti, da quanto tempo siamo fermi qui, e soprattutto voi, soprattutto voi, sì, ma scusa, bisogna avere pazienza, eh, mica è colpa sua, sì, certo, come no, sempre a giustificare, credi sia l’atteggiamento giusto questo, ah perché incazzarsi è l’atteggiamento giusto secondo te, beh, però almeno è sincero, perché sempre sforzarsi, sempre star lì a cercare, dai, insomma, smettila, vedi che non capisci, bisogna avere pazienza ti dico, e poi sì, è grave, va bene, ma non ti devi preoccupare.       

 

Ti ho vista pregare (21 luglio 2019)

Ti ho vista pregare
seduta sul divano
in punta, al solito,
timorosa di disturbare
d’imprimere il tuo segno nel mondo.

Era sera, ieri, e tu
dicevi
il desiderio profondo
del tuo cuore.

Io non lo chiedo più, mamma,
ho smesso
fa male
il semplice desiderare.

Scava, apre, illumina
lo scarto
tra questo dolore, vivo,
e il possibile di prima,
immaginato.

Mia sorella però è tua figlia
e una mamma
non si arrende.

 

Un altro Natale (23 dicembre 2022)

Un altro Natale
senza di te
un altro avvento ma
non t’aspettiamo
sappiamo:
non torni.

Oggi abbiamo festeggiato
il compleanno della mamma
un altro compleanno
con la torta
più grande
di una fetta.

La tua stanza è colma
di cose, ancora piena
ancora vuota.

La tua stanza oggi
sembra più triste:
abbiamo lasciato la porta aperta.