N. 9 - marzo 2026

Amica carissima, amico carissimo… l’arrivo della primavera dovrebbe portare a parlare solo della primavera: le giornate più lunghe e luminose, le rondini sotto il tetto, la fioritura delle margherite e dei tulipani, il risveglio di tanti animali dal letargo, la nuova voglia di fare cose e vedere gente.

Tutto questo va bene finché non si segue un telegiornale…

Eh sì: il mondo va a rotoli anche di primavera.
Eh già: come vi viene in mente di buttare del tempo a fare una rivista letteraria con tutto quello che succede? Piuttosto sbattetevi per cambiare le cose, maledizione!
Ce l’ha scritto più d’uno.

Belli e impossibili, noi cerchiamo sempre di portare piccoli elementi di primavera e di riflessione positiva sul fare letteratura in un contesto infimo. 

La letteratura non è un lusso, ma una sorta di attrezzo per alla sopravvivenza mentale ed emotiva.

Serve a capire meglio il caos. Quando leggi opere come La peste di Albert Camus o 1984 di George Orwell, non stai solo leggendo una storia: stai vedendo modelli, dinamiche, paure che si ripetono nella realtà. La letteratura dà forma a ciò che altrimenti sarebbe solo confusione.

Aiuta a una cosa fondamentale: non sentirsi soli. Nei momenti difficili, scoprire che qualcun altro — magari secoli fa — ha provato le stesse angosce crea una connessione potentissima. Pensiamo a Dante Alighieri nella Divina Commedia: parte “nel mezzo del cammin” smarrito… una crisi esistenziale, non così diversa da quelle di oggi.
E anche sapere che tante altre e tanti altri leggono e scrivono libri ci fortifica nell’idea che gente come si deve ne esiste e porta avanti la civiltà. 

Poi, la letteratura può immaginare alternative. In tempi difficili, la capacità di immaginare un mondo diverso è tutt’altro che evasione: è il primo passo per cambiarlo. Senza immaginazione, restiamo bloccati nel presente.

Per non citare qualcosa di più semplice ma essenziale: resistere alla superficialità. Nel flusso di notizie veloci e ansiogene, leggere ti costringe a rallentare, a pensare, a stare dentro qualcosa di complesso. È un forte atto di ribellione.

Infine, e stupitevene: la letteratura non “aggiusta” il mondo direttamente, ma cambia chi lo abita. E questo, indirettamente, cambia tutto.

E che caspita…

Quindi, anche in primavera e anche se tutto scricchiola: leggiamo, scriviamo, pensiamo!
E teniamoci d’occhio!
Con l’Accademia della Mela!

A questo numero hanno collaborato: Angelo De Stefano, Enrico Forte, Caterina Kajana, Clarissa Lichtblau, Elena Mearini, Luciano Sartirana.

Libri, mondi, eventi, recensioni

Quattro libri che ti consigliamo

In questo numero parliamo di: Carlo Cassola, Vigdis Hjorth, Elena Mearini, Mónica Ojeda.

Il patriarcato e la guerra, una bibliografia

“Combattere è sempre stata un’abitudine dell’uomo, non della donna” (Virginia Woolf). Libri su patriarcato e guerra. Clarissa Lichtblau.

Poesia - A molti giorni da ieri

La parola salva, offuscata, frantumata, esposta alla luce del giorno. Elena Mearini con la sua ultima luminescente raccolta poetica. Luciano Sartirana.

Poeti in breve - Marguerite Yourcenar

Parliamo di una prosa poetica unica, sulla soglia dove il silenzio tra una frase e l’altra è tanto eloquente quanto le parole stesse. Elena Mearini.

Tra le anomalie del reale - Un doppio Philip K. Dick

La quotidianità immobile, le linee di tensione sotterranee,  forme della suspense… due testi del maestro della fantascienza esistenziale. Enrico Forte.

Le parole della filosofia - Fiori

Parole come fiori! Perché cos’altro fanno le parole se non rincorrere, in maniera anche piuttosto goffa, la precisione dell’immagine? Angelo De Stefano.

Altre narrazioni - Quando la parole non bastano... immagini e psicologia

Utilizzare fotografie per scrutare emozioni e vissuti che l’espressione verbale spesso perde. Luciano Sartirana intervista Alessia Ghisi Migliari.

I nostri corsi e laboratori

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ATLANTE DELLA FINE
Tre ere di un mondo che scompare

Dal workshop Un futuro bifronte / Scenari sul domani, ideato da Piccola Accademia di Poesia e Re Nudo… ricerca, immaginazione, utopia, distopia. Collettivo Kalima. Festival Re Nudo 11-14 giugno 2026 a Milano.

Per te che scrivi: strumenti e dritte

Raccontare i piccoli malesseri quotidiani

I piccoli malesseri di ogni giorno sono porte socchiuse: non spiegano, ma invitano a entrare nella vita dei singoli protagonisti. Luciano Sartirana.

La trama a clessidra

Chi sta in alto rotolerà in basso, chi sta sotto salirà. In un istante preciso, e nessuno di loro lo aveva mai ritenuto possibile. Che storia! Clarissa Lichtblau

Libri, culture, esistenze

Germania, le parole e le storie dei nuovi tedeschi

Autrici e autori che scrivono in tedesco pur avendo altre origini. Ci parlano di identità, esilio, razzismo, memoria e appartenenza. Clarissa Lichtblau.

Tradurre nell'era digitale

Utilizzando strumenti così potenti, quale spazio rimarrà alla traduzione umana, soprattutto a quella letteraria? Caterina Kajana.

Lingua ampia e femminile: tradurre Virginia Woolf

Virginia non ci parla di stanze in cui le donne sono silenziate, ma di luoghi dove essere libere. Caterina Kajana intervista Bruna Mancini.

Tradurre l'Islanda

Creare la possibilità di leggere una delle letterature più antiche e affascinanti del mondo. Caterina Kajana intervista Silvia Cosimini.

Scritture e storie nuove

Poesie per Giulia

E io dov’ero? Non so, non ricordo. Davvero quella mattina non saprei dire, con esattezza, eppure qualcosa avrò fatto. Arianna Lovera.

Trecce di Miele

Non appena la maniglia della porta d’ingresso si mosse, la giovane si serrò in uno dei bagni, sbirciando fuori tramite la serratura. Valentina Milan.

Lasciarsi

Quando smette di finire un amore? Ogni strappo è diverso, si può chiudere con amore o prendersi a morsi staccandosi carne viva. Roberta Folatti.

Racconti e trame dell'oggi

Nuove autrici, nuovi autori. Nuove storie sviluppate e completate durante i corsi dell’Accademia della Mela.